Sette giorni, quattordici personaggi, uno studente e il suo sito
internet. Un incidente, un omicidio e una crisi nell’industria della
moda newyorkese. Sogni infranti, conflitti amari e confessioni segrete:
Il film di Sally Potter è una tragi-commedia sugli effetti della
globalizzazione nell’era dell’informazione.
In sette giorni, Michelangelo, un giovane scrittore di blog (blogger?),
gira interviste con il cellulare dietro le quinte di una famosa casa di
moda di New York intanto Merlin, uno stilista di origini
medio-orientali, si prepara a mostrare la sua nuova collezione. Le
interviste a un gruppo di persone fra cui Minx (una celebrità fra le
topmodel), Tiny Diamonds (l’investitrice), Anita de Los Angeles (una
sarta), Vijay (il ragazzo delle pizze), Frank (un fotografo di guerra) e
Mona Carvell (una critica), rivelano in modo dolceamaro i retroscena di
un’industra in crisi man mano che gli effetti della globalizzazione e
un’economia vacillante polarizzano le condizioni di lavoro e creano un
divario sempre maggiore tra essere e apparire. Contemporaneamente
Michelangelo diventa un punto di riferimento per chiunque, la persona a
cui tutti si rivolgono: quando la morte di una modella durante una
sfilata si rivela un omicidio, le interviste diventano vere e proprie
confessioni. Un mondo che valorizza l’apparenza rispetto alla realtà
viene messo sottosopra dallo sguardo calmo di un ragazzo armato soltanto
dei mezzi che la sua generazione gli offre: internet e il cellulare.